Quanta ignoranza nel giornale Avvenire!

aaa folla

 

 

 

Il giornale Avvenire, con un articolo di Fulvio Scaglione, perde l’ennesima occasione per stare zitto e fa pubblica manifestazione della sua ignoranza. Ma è solo ignoranza? Sicuramente no! Come tutte le manifestazioni di antisemitismo, sulla base dell’ignoranza si innestano i frutti delle turbe mentali che portano a negare le evidenze e a inventare storie.

A proposito dell’ennesima cretinata partorita da quella cosa inutile che è il carrozzone onu, con tutte le sue articolazioni, tipo l’unesco, Il giornale Avvenire continua con il vocabolario dell'”occupazione” volutamente ignorando che Gerusalemme est, dai tempi dell’occupazione nel 1967, è stata oggetto di uno specifico documento che si chiama Trattato di pace tra Israele e Giordania con il quale i territori non sono più occupati ma sono diventati legittimamente territori dello Stato d’Israele. Cosa servirà ai vetero antisemiti di Avvenire per acquisire questo dato? Avvenire dovrebbe rassegnarsi al fatto che neppure l’onu chiama più quei territori come occupati ma usa il termine di contesi!

Avvenire si candida come portavoce del più retrivo antisemitismo e diventa il foglio con cui rilanciare la truculenta manovra dei paesi del comitato unesco: Angola, Azerbaigian, Burkina Faso, Croazia, Cuba, Finlandia, Indonesia, Giamaica, Kazaldstan, Kuwait, Libano, Perù, Filippine, Polonia, Portogallo, Repubblica di Corea, Tanzania,llmisia,llirchia,Vietnam, Zimbabwe. Lo fa usando i soliti argomenti con cui la chiesa cattolica, culla dell’antisemitismo e dispensatrice nei secoli degli argomenti più sanguinari per attizzare l’odio antiebraico: l’ebreo Gesù ha predicato nel Monte del Tempio ma per ribadire che la sua esistenza era destinata affinchè della Legge non venisse cambiato neppure uno iota. Di quella predicazione invece proprio i cattolici nei secoli hanno fatto strame e si sono inventati di essere il Verus Israel.

Sulla stessa falsità Avvenire continua per cui l’accordo tra Gran Bretagna e Francia sulla loro idea di come influenzare il Medio Oriente, diventa un “trattato”; all’improvviso la “Palestina” che non esisteva ne allora ne esisterà mai, diventa proprietà privata del cattivone Lloyd George, dimenticando che la partita non era di esclusiva competenza del cattivone ma fu un preciso compito assolto dalle Nazioni unite, sfociato in un voto che vide concordi quasi tutte le nazioni del mondo, e che il frutto di quella decisione onu fu rifiutato dagli arabi che contavano di poter ottenere con la forza quello che il diritto internazionale e la storia negavano loro.

Inventa anche un ruolo degli inglesi che sta solo nella mente bacata della redazione di Avvenire visto che gli inglesi fino al giorno prima della proclamazione della nascita dello Stato d’Israele, hanno combattuto l’immigrazione ebraica e hanno combattuto anche con affondamenti le navi che portavano i superstiti della Shoah in Eretz Israel, nella terra che gli ebrei di tutto il mondo avevano comperato, metro dopo metro.

Non poteva mancare la patacca della città di Gerusalemme affidata a uno statuto speciale internazionale che merita solamente grasse risate. E’ una tale stupidaggine che non va presa neppure in considerazione e messa nei libri delle barzellette. Riparliamone dopo che il vaticano avrà stabilito lo stesso statuto internazionale per S. Pietro e la Mecca. Fate questa scelta e avrete i titoli per parlare di Gerusalemme. In attesa dell’esempio vale assolutamente «Viva Gerusalemme ebraica!» alla faccia di Avvenire e di tutti gli antisemiti più o meno nascosti.

 

 

 

 

 

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